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CULTURA
Intervista a Ana Villacampa: l’arte è ciò che ci rende umani
18 dicembre 2019

Oggi intervistiamo per il nostro blog Ana Villacampa, artista poliedrica, designer, architetto. Ha vissuto tra Oslo, Helsinki, Alicante, Barcellona, Milano. Da qualche anno si è trasferita a Southampton (UK), vicino alla New Forest National Park, in cui collabora con la galleria d’arte e studio di cornici First Floor Gallery Picture Framing Studio.


D) Quando hai iniziato a dipingere?

A) A quanto pare avevo 2 anni quando sono salita sul letto di mia zia a casa dei nonni e ho dipinto tutta la carta da parati col pennello blu. Poi con l’olio su tela ho iniziato, penso, a 12 anni.


D) Quale tecnica utilizzi? Quali sono i tuoi pittori di riferimento?
A) All'università ho scoperto l’acquerello e l’inchiostro. Ora è la tecnica che sento più congeniale. Forse in quello stesso periodo mi sono innamorata dell’opera di Hugo Pratt che è uno dei miei eroi non soltanto per i suoi bellissimi fumetti ma anche per il suo modo di vivere la vita. I suoi lavori hanno tanta forza e sono così espressivi che non c’è bisogno neanche di leggere il testo per capire ciò che vogliono comunicare. I suoi acquerelli sono libertà allo stato puro. Poi mi interessano tanti artisti e di recente ho riscoperto Joaquín Sorolla alla National Gallery a Londra e mi sono emozionata fino alle lacrime. Adesso sto ritornando sull’opera di Van Gogh, Gauguin ma anche sul Rinascimento. Mi interesso anche di fotografia che ho imparato ad amare in famiglia e che è tra le mie attività come professionista.

Un paio di anni fa ho ripreso gli acrilici su tela, carta e tavola. È una tecnica che utilizzavo tanto in università ma per i miei viaggi avevo abbandonato un pò. L’acrilico è quello che uso per dipingere composizioni astratte e geometriche in cui faccio riflessioni sui problemi della mente umana. Voglio parlare della depressione e del suicidio ma non solo. La salute della mente è da sempre stato un tema tabù di cui non viene permesso parlare e c’è tanta gente che soffre per questo. Non penso sia giusto e bisogna parlare di più di questi argomenti invece che nasconderle. Una persona che ha problemi con il proprio benessere psicologico, ha una malattia dalla mente ed ha bisogno di aiuto e di comprensione. Invece la società stigmatizza queste malattie ed esclude le persone dalla società. Non siamo delle macchine e soffrire una malattia mentale non è una debolezza, è semplicemente essere umani.

 
D) Si può vivere d’arte a Southampton?
A) Dipende. Non è il posto più culturale al mondo ma c’è chi se la cava. Questo posto è ben collegato con Londra, Winchester e Brighton ma anche con tanti aeroporti internazionali. Poi si fanno anche delle fiere d’arte a meno di due ore di macchina. Southampton è una città che è cresciuta intorno al porto dunque molto industriale ma grazie ad internet come artista puoi avere visibilità ovunque. Poi l’artigianato nella New Forest è molto importante e sta aiutando allo sviluppo culturale dalla zona. Per gli artisti e gli artigiani la New Forest è un posto meraviglioso dove trovare pace ed ispirazione. Poi le vendite le fai dove riesci.

A) Raccontaci cosa fate con First Floor Gallery.
Io collaboro con la First Floor Gallery Picture Framing Studio da più o meno un paio d’anni fa ma l’azienda è stata fondata nel 1982. Quello che facciamo è essenzialmente cornici per opere d’arte ma anche incorniciamo magliette da calcio, scarpe vintage, seta e qualsiasi cosa che si abbia la voglia d’incorniciare. Siamo molto specializzati sui lavori un pò delicati come musei, artisti e gallerie d’arte ma abbiamo anche clienti più piccoli. Tra i nostri servizi c’è la restaurazione d’opere d’arte e cornici. Abbiamo in vendita opere d’arte originali e lavoriamo sulla consegna facendo ritratti di persone e di animali.

A) Valorizzate artisti locali?
Tantissimo ma non solo. Anche di diversi periodi artistici, non soltanto contemporanei.

A) Come ti vedi tra 10 anni? Cosa ti piacerebbe fare?
Mi vedo lavorando sulle mie opere d’arte e andando a navigare con la barca che mi piace un sacco!


A) Quale è il tuo museo preferito? Quali esperienze desideri da un museo?
I musei sono come gli artisti, non potrei scegliere uno. A Milano mi piaceva tanto andare a vedere le mostre e la qualità dei musei e delle gallerie milanesi è a livello mondiale. Come designer mii piaceva tanto la Triennale ma non solo! Da piccola prendevo il treno dalla mia città, Alicante, per andare a Madrid a vedere El Prado, il Thyssen ed il Reina Sofia. Poi adesso che abito così vicina a Londra vado ogni tanto a vedere alcune mostre alla National Gallery, la Tate, il British Museum…c’è tanto da vedere a Londra anche!
L'esperienza che desidero da un museo è l'informazione. È bello vedere le mostre ma anche partecipare dallo spazio e imparare qualcosa visitando la mostra. Ma anche una bella pausa al caffè dal museo ci sta per rilassarsi.

D) Come si può far crescere l’ importanza dell’arte nella società attuale?
A) Secondo me l’arte è sottovalutata da un bel pò. Non è più un mestiere rispettato se non si parla dei grandi artisti. La società si è dimenticata che l’arte assieme alla capacità di articolare il linguaggio è ciò che ci rende umani. Arte è uguale a comunicazione e da poco fa si è scoperto che pittura e musica avevano lo stesso ruolo nelle grotte quando abbiamo iniziato a dipingere al buio. L’arte in ogni sua forma è un veicolo per l'educazione, per la trasmissione d’idee, per comunicare tra culture ed ideologie diverse. L’arte è il riflesso dalla nostra società e dal nostro tempo. Non riesco a capire ancora perché l’arte da un lato viene valutata soltanto come un divertimento e ad esempio il posto più visitato dal Regno Unito è la Tate Modern a Londra. Ciò significa che anche l’arte è un'industria che muove l'economia e gli investimenti. L’arte non è un giocattolo ma una parte essenziale dall’essere umano. Andare ad esempio alla Biennale a Venezia è una esperienza unica. A me ha colpito tantissimo! Tutte quelle idee rappresentate in quelle maniere diverse che ti fanno vivere delle emozioni e che hanno qualcosa da dire e ci fanno riflettere sulla nostra società. L’arte si trova ovunque! Ma non viene valutato come uno strumento di sviluppo territoriale ma come una forma di intrattenimento. Ci sono dei progetti di sviluppo culturale in cui tramite l’arte hanno tolto i ragazzi dalle strade e hanno dato loro un futuro in cui credere.


D) Il tuo rapporto con l’Italia. Pregi e difetti rispetto agli altri Paesi in cui hai vissuto (Spagna, Norvegia, Finlandia, Regno Unito, Germania)

A) L’Italia è un posto meraviglioso così unico dove la gente ha l’arte come parte delle loro vite. Lo vedi soltanto da come ti fanno il caffè al bar! In Italia tutto è bello, anche le cose più semplici come il cibo. Dalla mia esperienza nell'architettura e nel design, il Made in Italy ha proprio quella bellezza ma anche quella qualità che sono inconfondibili. Noi alla First Floor Gallery incorniciamo con prodotti di prima qualità sia che arrivino dal Regno Unito che dall’Italia.
Poi rispetto agli altri paesi che ho conosciuto soltanto posso dire che ogni posto ha le sue virtù e la sua bellezza propria. Non si può paragonare secondo la mia modesta opinione. Soltanto posso dire che ho sempre trovato gente meravigliosa a cui tengo.
Poi ovviamente per me l’Italia è dove mi sento a casa, soprattutto a Milano ma anche in Sardegna che per me è l’isola delle meraviglie.

D) La tua collaborazione con Abrazo Futbolero. Come hai conosciuto Vito e Alessandro Veronesi? Cosa ti piacerebbe realizzare con il collettivo d’artisti?

A) Hahahahaha! Guarda, meglio lasciamo stare! Insomma, a Vito l`ho conosciuto tanti anni fa tramite degli amici, gli stessi amici con cui abbiamo visto nascere l’Abrazo Futbolero una sera a cena a casa sua. Poi ad Alessandro Veronesi l’ho conosciuto anche tramite degli amici per la sua attività nel mondo dall’arte perché lui è coinvolto in progetti artistici come Orto & Arte a Milano e anche col Premio Fabrizio de Andrè.
Con il collettivo d’artisti si può fare tanto. Lo sviluppo culturale non ha limiti e bisogna capire cosa ha da dire la gente e per quello mi piace l'idea dell' Abrazo Futbolero come progetto artistico: perché e vicino alla gente ed e aperto a tutti come movimento culturale. Poi il fatto di avvicinare calcio e cultura è un challenge che promuove l'inclusione nello sport e l'attività artistica.

Auguri per tutto, buona fortuna per i tuoi progetti e per il tuo futuro un grande Abrazo Futbolero!

Ti ringrazio tanto!


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