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letteratura
Valentina Azzarone: il libraio è il mestiere più bello del mondo
29 dicembre 2019

Valentina Azzarone ci racconta la sua Milano tra Inter, Naviglio Martesana, gentilezza, impegno politico e sociale

Oggi per il nostro blog intervistiamo Valentina Azzarone, libraia della Libreria Feltrinelli in Corso Buenos Aires a Milano. Milanese, Consigliere Circoscrizionale al Municipio 2, fa dell’impegno civile, sociale e politico una missione per rendere la città più accogliente ed attenta alle esigenze di tutti.
Le abbiamo fatto alcune domande per i lettori del nostro blog:

D) Il mestiere di libraio. Ci racconti una tua giornata tipo?

V) Fare i librai è molto meno romantico di quanto si pensi! Dopo questa doverosa premessa posso affermare tranquillamente che è il mestiere più bello del mondo. Una giornata tipo si potrebbe riassumere così: sistemazione dei settori, rifornimento degli scaffali portando in sala le ceste che vengono preparate in magazzino, analisi dei venduti e degli ordini e poi la parte più stimolante: il servizio al cliente, trovare ciò che il tuo interlocutore cerca, saper consigliare un titolo, un genere…

Ma non è un mestiere che si conclude una volta lasciato il negozio: il libraio è, o almeno dovrebbe essere per come la vedo io, prima di tutto un lettore, una persona curiosa, attenta ai vari aspetti e alle offerte culturali del mondo che lo circonda, con un orecchio all’attualità.

D) Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

V) Entrare in sintonia con chi si rivolge a me per un consiglio, posare tra le mani il volume giusto per quella persona, e scoprire o riscoprire autori e titoli formidabili.

D) La tua passione per l’Inter. Raccontaci come è nata la tua passione per la Beneamata.

V) Ah l’Inter! Croce e delizia. Mi è sempre piaciuto il calcio, sin da piccola e i colori in casa sono sempre stati quelli neroazzurri, adesso ho la possibilità di andare ogni tanto allo stadio ed è una dimesione pazzesca per godersi le partite.

D) Quali libri ci consigli come prossima lettura?

V) Questa forse è la domanda più difficile, rischio di fare un elenco infinito. Mi limito allora a scrivere i miei 3 libri del 2019, non perché usciti quest’anno ma piuttosto perché nella mia personale esperienza di lettrice hanno lasciato il segno: “M il figlio del secolo” di Antonio Scurati, meritato Premio Strega: un romanzo su Mussolini e sull’Italia del tempo, ben documentato e scritto in modo superbo, con lo scorrere delle pagine mi sembrava di vedere in bianco e nero come in un film luce.

Patria” di Aramburu la storie di due famiglie separate e al tempo stesso invincibilmente unite dal terrorismo basco, il finale è un capolavoro.

La Peste” di Camus una qualità di scrittura ormai difficilissima da trovare.

Mi fermo ma l’elenco sarebbe molto più lungo.

D) Ami Milano. Raccontaci un angolo di questa città che ami particolarmente.

V) Milano è una città fantastica, europea piena di possibilità, accogliente, responsabile. Ha le sue contraddizioni come ogni metropoli ma sta imparando a gestirle al meglio.

Uno dei miei posti preferiti è la passeggiata lungo il Naviglio della Martesana che da Greco porta fuori Milano: ogni stagione ha i suoi colori i suoi scorci carratteristici come il “Cantun Frecc” e poi è anche luogo di aggregazione.

D) Valentina e l’impegno politico e civile. Come possiamo aiutare a costruire la nostra comunità nell’epoca dei social in cui le persone faticano a parlare offline?

V) Credo che ognuno di noi, nel suo piccolo possa fare moltissimo partendo in apparenza dalle cose più banali come rispettare una fila o non gettare le cartacce per terra: buona educazione e gentilezza sono rivoluzionarie. Io ho scelto di dare un ruolo istituzionale al mio impegno politico: sono un Consigliere di Municipio 2 al secondo mandato. Serve ascolto del territorio e delle persone che lo vivono. La mia formazione politica e culturale è basata sull’Antifascismo, ci sono valori imprescindibili ma è necessario un dialogo costante soprattutto con chi non la pensa come te.

La politica che ultimamente sembra essere una cosa brutta una cosa sporca è in ogni nostra azione e scelta, non tutti ne sono consapevoli!

D) Ci dici una cosa che manca a Milano e che vorresti che ci fosse?

V) Come dicevo prima Milano è cresciuta tanto negli ultimi anni, e pur non avendo risolto tutti i suoi problemi che sarebbe utopistico offre una buona qualità della vita. A mio parere serve più attenzione verso le categorie più deboli: due esempi su tutti la questione degli alloggi e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

D) Valentina tra dieci anni. Cosa ti piacerebbe fare?

V) Spero di crescere nel mio lavoro, e continuare nel mio impegno, non so bene in che forma ma sicuramente in modo attivo.

Grazie Valentina per la tua intervista, buona fortuna per i tuoi progetti e i tuoi prossimi impegni.

DIARI
“Gipsy”: un romanzo anticonvenzionale
2 settembre 2018

Tra le risposte incompiute di Andreas, nella ricerca del rapporto padre-figlio con Cristiano

di Alessandro Delfiore

Ho finito “Gipsy” sulla Olbia-Civitavecchia tornando verso Milano. Il primo romanzo di Andreas Cavaccini è un libro che mi ha appassionato, sul tema del rapporto tra padre e figlio, un conflitto irrisolto.
 La storia si svolge su diversi piani che si intersecano: passato e presente, racconto e sogno con una grande protagonista, la Signora. L’eroina che rovina la vita di Cristiano e di chi gli sta accanto, la droga che si impossessa della vita del padre del protagonista e lo costringe a vivere isolato in una gabbia mentale e fisica. 
Il romanzo autobiografico, viene raccontato attraverso continue interviste ai personaggi che hanno conosciuto Cristiano: la zia Angela, Gino, Irene. Man mano che scorrono le pagine, il lettore rimane incollato al libro e vuole scoprire i fili per risolvere il grande enigma del romanzo. Chi legge si appassiona al personaggio di Andrea, lunatico, che ha voglia di indagare ma non riesce ad andare fino in fondo, donnaiolo, eterno single, amico infedele, appassionato e ribelle, sognatore ed amante dei piaceri della vita.
I luoghi del romanzo costituiscono parte importante del racconto: Novettano, Parigi, Procchio, Weissen, Milano, Roma, l’umore dell’autore si interseca con le caratteristiche della città.L’India vista come esperienza negativa anziché di redenzione, è un’idea innovativa nel romanzo di Andreas, edito da Lupi Editore. 
Gli interrogativi con lo scorrere del romanzo aumentano e i fili tardano a districarsi. Distaccano il personaggio di Cesare Gallina, il direttore di Andrea, che diventa suo amico fedelissimo e Irene, che con la sua bellezza e libertà sembra irraggiungibile a chi legge. Il mistero del romanzo è quello del rapporto padre-figlio di rabbia, incompiutezza, conflitto e pace, amore e difficoltà di comunicazione. Andreas forse auspica un nuovo rapporto esclusivo tra padre e figlio con meno barriere, più libertà di viaggiare ed esprimersi, meno reticenza nel raccontare chi veramente è suo padre. La condanna per la droga è ferma e straziante, in particolare sono gli effetti sociali e fisici, ben espressi all’interno del romanzo a rovinare e isolare il padre del protagonista.
“Gipsy” è un romanzo libero come il nome da cui prende spunto, protagonista della vita anticonvenzionale di Cristiano e della ricerca di Andreas, che attraverso il padre si interroga sulla sua routine, sul senso della vita, sulle donne, sulle amicizie e su sé stesso. Lo consigliamo a tutti coloro che sono alla ricerca di risposte come quelle di Andreas, sulla difficoltà di cogliere il senso e le scelte degli altri protagonisti della nostra vita e di ciò che davvero ci circonda superando le convenzioni sociali.
ALESSANDRO DELFIORE

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