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cinema
Habi la extranjera
15 settembre 2013
Habi la extranjera è un film toccante e originale che affronta un tema poco trattato: la comunità islamica di Buenos Aires. L'intento della regista, come lei stessa spiega alla fine del film durante il botta e risposta in sala, è mostrare come questa comunità sia nostra vicina, ragioni come noi, con gli stessi sentimenti ed emozioni.
La protagonista è la bravissima Martina Jucadilla, che riesce ad interpretare splendidamente la ragazza annoiata dalla propria vita che decide di scoprire un altro mondo non così lontano fisicamente ma con regole tutte da scoprire. Analia, si avventura per una consegna e riceve in cambio una tunica, una ricetta in arabo e una mappa del Medio Oriente e decide di scoprire di più sulla comunità araba fingendosi Habiba, una ragazza scomparsa.
L'idea, alla regista Maria Florencia Alvarez era già venuta nel 1998-'99 durante la scuola di cinema, ma non si sentiva pronta per realizzare un lungometraggio e allora ha deciso di girare prima 3 cortometraggi "Sobre la Tierra", "Perro Negro" e "Nena" che hanno partecipato nel passato al Milano Film Festival. Il film è stato possibile grazie alla partecipazione della comunità islamica che ha dato l'ok per la moschea solo due settimane prima del film. Nel film c'è anche la scoperta e il viaggio adolescenziale e il tema del confronto all'interno della pensione in cui alloggia Habi (Analia).
Ma il vero trait-d'union della pellicola è la scoperta delle nuove amicizie e mostrare che siamo tutti uguali nelle nostre debolezze, emozioni, voglia di integrarsi o di scappare dalla routine.
Trovo azzeccata l'idea di dedicare marginalmente uno spazio alla violenza contro le donne e di farla rappresentare da una coppia argentina per non cadere nello stereotipo e nel già narrato.
ALESSANDRO DELFIORE

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