Cinema, Alessandro Delfiore, Film, Festival, Milano alessandrodelfiore | Cinema, Alessandro Delfiore, Film, Festival, Milano, Siuliai, Lituania | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

alessandrodelfiore
Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


SPORT
Il Museo del Calcio Internazionale a Sassari
23 dicembre 2018

Il Museo del Calcio Internazionale a Sassari

Hai mai sognato di vedere le maglie dei campioni della storia del calcio? Vuoi vivere notti magiche con la Nazionale senza muoverti dalla tua città? 

Dal 14 dicembre al 6 gennaio 2019, presso il Centro di formazione professionale AICS in via Cedrino 3, è in programma l’unica tappa sarda della mostra itinerante del Museo del Calcio internazionale.
Si tratta di un’iniziativa nata per rendere accessibile a tutti la storia del calcio attraverso le donazioni di campioni come Paolo Maldini,Ranocchia, Buffon, Ambrosini, Belotti, Vidal, Zaza e Francesco Totti.

Troverai cimeli unici come il pallone usato nella partita tra Scozia e Inghilterra del 1872 e le maglie autentiche di campioni come Cruyff, Maradona, Pelè e Falcao. Ci sarà spazio anche per una mostra sul calcio locale, come viene realizzato in ogni tappa della manifestazione itinerante che ha percorso l’Italia da Verona a Padova, da Jesi a Foggia, da Potenza a Nocera, partendo dalla prima tappa Matera.

L’ingresso della mostra, visitabile nei locali della scuola di Via Cedrino a Sassari, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19 è gratuito. Il sabato l’apertura è prevista dalle 10 alle 13.

Gli organizzatori sono: il comitato Provinciale AICS di Sassari, con il suo Presidente Franco Cassano in prima fila con il patrocinio del Comune di Sassari. Arricchisce la mostra la maglia di Gioia Masia (ex calciatrice della Nazionale italiana) nella sezione dedicata al calcio femminile.
Luigi Carvelli,curatore della mostra con Renato Mariotti era presente all’inaugurazione il 14 dicembre 2018. Con 2.000 pezzi originali, l’AICS vuole far riscoprire i veri valori del calcio, lo sport più amato al mondo. Navigando nel sito web www.museodelcalcio.com troviamo una frase che racconta l’ansia frenetica per il gioco, il risultato, il tifo della propria squadra: “E non c’è più la paura del domani, la tristezza del lunedì, ma solo la voglia di vivere la magia del calcio”. Il calcio è lo sport che allieta le domeniche degli italiani, sempre più seguito anche da un numero crescente di tifose di calcio come ha raccontato la giornalista Marta Elena Casanova nel libro “Tifose” in cui spiega l’origine dei club femminili di sole donne negli stadi italiani.
Tutti gli appassionati di calcio potranno riscoprire le sfide epiche ed imparare qualcosa sulla storia dei Mondiali, con cimeli anche risalenti al 1930.

ALESSANDRO DELFIORE

Per approfondire:

www.museodelcalcio.com

DIARI
“Gipsy”: un romanzo anticonvenzionale
2 settembre 2018

Tra le risposte incompiute di Andreas, nella ricerca del rapporto padre-figlio con Cristiano

di Alessandro Delfiore

Ho finito “Gipsy” sulla Olbia-Civitavecchia tornando verso Milano. Il primo romanzo di Andreas Cavaccini è un libro che mi ha appassionato, sul tema del rapporto tra padre e figlio, un conflitto irrisolto.
 La storia si svolge su diversi piani che si intersecano: passato e presente, racconto e sogno con una grande protagonista, la Signora. L’eroina che rovina la vita di Cristiano e di chi gli sta accanto, la droga che si impossessa della vita del padre del protagonista e lo costringe a vivere isolato in una gabbia mentale e fisica. 
Il romanzo autobiografico, viene raccontato attraverso continue interviste ai personaggi che hanno conosciuto Cristiano: la zia Angela, Gino, Irene. Man mano che scorrono le pagine, il lettore rimane incollato al libro e vuole scoprire i fili per risolvere il grande enigma del romanzo. Chi legge si appassiona al personaggio di Andrea, lunatico, che ha voglia di indagare ma non riesce ad andare fino in fondo, donnaiolo, eterno single, amico infedele, appassionato e ribelle, sognatore ed amante dei piaceri della vita.
I luoghi del romanzo costituiscono parte importante del racconto: Novettano, Parigi, Procchio, Weissen, Milano, Roma, l’umore dell’autore si interseca con le caratteristiche della città.L’India vista come esperienza negativa anziché di redenzione, è un’idea innovativa nel romanzo di Andreas, edito da Lupi Editore. 
Gli interrogativi con lo scorrere del romanzo aumentano e i fili tardano a districarsi. Distaccano il personaggio di Cesare Gallina, il direttore di Andrea, che diventa suo amico fedelissimo e Irene, che con la sua bellezza e libertà sembra irraggiungibile a chi legge. Il mistero del romanzo è quello del rapporto padre-figlio di rabbia, incompiutezza, conflitto e pace, amore e difficoltà di comunicazione. Andreas forse auspica un nuovo rapporto esclusivo tra padre e figlio con meno barriere, più libertà di viaggiare ed esprimersi, meno reticenza nel raccontare chi veramente è suo padre. La condanna per la droga è ferma e straziante, in particolare sono gli effetti sociali e fisici, ben espressi all’interno del romanzo a rovinare e isolare il padre del protagonista.
“Gipsy” è un romanzo libero come il nome da cui prende spunto, protagonista della vita anticonvenzionale di Cristiano e della ricerca di Andreas, che attraverso il padre si interroga sulla sua routine, sul senso della vita, sulle donne, sulle amicizie e su sé stesso. Lo consigliamo a tutti coloro che sono alla ricerca di risposte come quelle di Andreas, sulla difficoltà di cogliere il senso e le scelte degli altri protagonisti della nostra vita e di ciò che davvero ci circonda superando le convenzioni sociali.
ALESSANDRO DELFIORE

Una domenica al Salone del Libro di Torino
18 maggio 2014

Una domenica al Salone del Libro di Torino

Domenica 11 maggio 2014 mi sono recato per la prima volta al Salone del Libro di Torino. Era da anni che volevo visitarlo ed era anche l'occasione per incontrare due cari amici dell'infanzia, tra cui Sergio Garau, poeta di fama internazionale, che vive a Torino da anni e che si esibisce nei festival di tutta Europa come poeta slammer e presentatore.

In treno da Milano, arrivare al Salone è davvero comodo, si scende a Porta Nuova, si prende la metropolitana, si scende alla fermata Lingotto e appena fuori dalla metro si è nel piazzale antistante al Salone del Libro.

Appena dentro invece sembra di perdersi, il Salone è grande e gli eventi sono tantissimi. Dico a Sergio di guidarci lui alla scoperta del Salone dato che la mia è una visita conoscitiva, una passeggiata letteraria domenicale, non ho appuntamenti di lavoro. Dopo aver girato nel padiglione 1 e 2 aver visto lo Spazio Officina Piemonte con diverse case editrici che operano nel territorio, tra cui Atti Impuri, con cui collabora Sergio e che stampa una rivista bimestrale, alle 15 andiamo a vedere una bella presentazione del poeta Luigi Socci, direttore artistico del festival di poesia “La punta della lingua”, organizzato nelle Marche.

Luigi ci legge alcune sue poesie tratte dal libro “Il rovescio del dolore”, postmoderne, frammenti di realtà disordinata come un flusso di pensieri libero ma tagliente come il dolore, vere come la sensazione di amarezza che si prova quando una situazione va esattamente al contrario rispetto alle nostre aspettative. “Dallo spioncino” è una poesia voyeurista: l'essenza della sua poetica gaddiana potrebbe essere riassunta in questi versi:

Da questo varco

nella porta ci passa una scintilla

nero pupilla.”

Sergio deve andare via, ha uno slam a Treviglio e io ne approfitto per girare ancora un po' per il Salone. Vedo l'area dedicata al Vaticano, ospite internazionale di quest'anno, con una grande cupola di libri creata apposta per l'evento. Cerco di entrare in alcune sale per dei magnifici eventi tra cui un dialogo tra Niccolò Ammaniti e Joe Lansdale,ma il grande afflusso di pubblico e le lunghe file prima degli incontri mi sconsigliano di attendere per il poco tempo a disposizione. Riprendo quindi a girare e vedo la collettiva startup, il passaggio tra editoria e tecnologia, tra carta e e-reader, e-book e libro. Io propendo sempre per la carta, ma è inutile pensare a quanto tempo passiamo nella lettura che avviene tramite dispositivi multimediali rispetto al tempo che passiamo sulla carta stampata.

Faccio un altro giro e mi imbatto incase editrici che esistono da anni e che sono specializzate in nicchie di mercato: Marcos y Marcos, Iperborea (letteratura scandinava) e tante altre. Alla Sala 500 c'è Luis Sepulveda,ma mi imbatto in Gino Paoli che parla nello Spazio della Rai e Vittorio Sgarbi che vanta le meraviglie del Sud presso lo spazio espositivo organizzato dalla Regione Calabria.

Prima di andare via mi fermo ad ascoltare una conferenza sulla privacy nel design: la differenza tra la disciplina americana e quella comunitaria, il plagio nel design di un singolo modello. E' ora di andare, il treno mi aspetta, tornerò il prossimo anno con più destrezza organizzativa e felice per la bella giornata in compagnia di amici veri.


ALESSANDRO DELFIORE

cinema
Habi la extranjera
15 settembre 2013
Habi la extranjera è un film toccante e originale che affronta un tema poco trattato: la comunità islamica di Buenos Aires. L'intento della regista, come lei stessa spiega alla fine del film durante il botta e risposta in sala, è mostrare come questa comunità sia nostra vicina, ragioni come noi, con gli stessi sentimenti ed emozioni.
La protagonista è la bravissima Martina Jucadilla, che riesce ad interpretare splendidamente la ragazza annoiata dalla propria vita che decide di scoprire un altro mondo non così lontano fisicamente ma con regole tutte da scoprire. Analia, si avventura per una consegna e riceve in cambio una tunica, una ricetta in arabo e una mappa del Medio Oriente e decide di scoprire di più sulla comunità araba fingendosi Habiba, una ragazza scomparsa.
L'idea, alla regista Maria Florencia Alvarez era già venuta nel 1998-'99 durante la scuola di cinema, ma non si sentiva pronta per realizzare un lungometraggio e allora ha deciso di girare prima 3 cortometraggi "Sobre la Tierra", "Perro Negro" e "Nena" che hanno partecipato nel passato al Milano Film Festival. Il film è stato possibile grazie alla partecipazione della comunità islamica che ha dato l'ok per la moschea solo due settimane prima del film. Nel film c'è anche la scoperta e il viaggio adolescenziale e il tema del confronto all'interno della pensione in cui alloggia Habi (Analia).
Ma il vero trait-d'union della pellicola è la scoperta delle nuove amicizie e mostrare che siamo tutti uguali nelle nostre debolezze, emozioni, voglia di integrarsi o di scappare dalla routine.
Trovo azzeccata l'idea di dedicare marginalmente uno spazio alla violenza contro le donne e di farla rappresentare da una coppia argentina per non cadere nello stereotipo e nel già narrato.
ALESSANDRO DELFIORE

cinema
Licks: la periferia di Oakland
14 settembre 2013
Licks, film americano in concorso nella Sezione Lungometraggi della diciottesima edizione del Milano Film Festival, racconta la storia di D, appena uscito di prigione per una rapina andata storta.
Il linguaggio e i personaggi sono quelli dei ghetti neri della periferia americana, in cui per campare si vive di espedienti, di droga, di prostitute, dell'aiuto della famiglia spesso disastrata. 
Uscito di prigione D si imbatte nuovamente in questo mondo in cui cercano in tutti i modi di risolvere i conflitti con le armi, con la violenza, e la storia di Daniel (D) si intreccia a quella degli altri personaggi per capire il suo ruolo del mondo.
D non vuole tornare in prigione ma allo stesso tempo non riesce a staccarsi da questo mondo, dal suo passato, ha bisogno di capire come mai l'ex ragazza sia diventata anche lei una tossica, perchè tutti vogliono ammazzare il loro ex amico Ty che deve soldi a tutti, come fare a ricostruirsi una vita quando la casa in cui vive sta per essere affittata ad altre persone.
Il film è un ciclo che si chiude con la riscoperta dell'identità di Daniel, non più D. Il regista e i due produttori in sala hanno raccontato la genesi del film e l'aiuto ricevuto dagli abitanti della periferia di Oakland che cercavano in tutti i modi di sostenere i produttori con cibo e oggetti di scena mentre altri li scoraggiavano e pensavano "che della periferia di Oakland non gliene frega niente a nessuno".
Ben girato dal giovane regista Jonathan Singer-Vine, 25 anni, molto crudo, con inquadrature originali e la musica hip hop che esprime bene la durezza della vita degli abitanti del quartiere, Licks è un film che racconta i personaggi con il loro linguaggio e senza filtri con diverse scene sorprendenti.

ALESSANDRO DELFIORE

Link alla scheda del film al Milano Film Festival http://www.milanofilmfestival.it/film_2013.php?id=20078605
cinema
Mirage a l'italienne
11 settembre 2013
Milano a settembre si sa, regala un tempo ballerino e martedì 10 è una giornata che di mattina offre uno stupendo sole e la sera batte invece una pioggia insistente alternata a un tempo nuvoloso.
Ma gli spettatori del Film Festival sono abituati e si rifugiano dentro il teatro Strehler per la proiezione dell'atteso "Mirage à l'italienne", film prodotto in Francia dalla regista italiana Alessandra Celesia, autrice di corti e documentari.
Il film in concorso al Milano Film Festival racconta una Torino disperata con vari personaggi che vogliono scappare da una routine di cui non sono soddisfatti: c'è il gay Dario, forse il personaggio più riuscito, che ha litigato con la famiglia per dichiarare la propria identità sessuale, c'è Camilla, che sogna di fare l'attrice teatrale, Ivan ex soldato con simpatie fasciste, la madre che non vede più i figli che le rimproverano qualunque cosa e il pubblicitario che vuole allontanarsi da un dramma familiare.
Tutti assieme si mettono in gioco e decidono di partire per l'Alaska, dopo essere stati selezionati per un lavoro di pulitura dei salmoni appena pescati da un'azienda ittica della zona. Le selezioni raccontano le loro vite da cui vogliono allontanarsi: c'è chi ha perso un figlio, chi ce l'ha con l'Italia, ognuno ha le sue ragioni per lasciare l'ex Bel Paese.
Ma arrivati in Alaska ecco la sorpresa, il lavoro non c'è e i protagonisti ne approfittano per riscoprire sè stessi, mettersi a confronto, parlare, dialogare, quasi fosse un dialogo di rinascita interiore. Non si sa se rimarranno a Yakukat, ma i personaggi si saranno allontanati dalla loro crisi economica ed interiore per riscoprire un Altro diverso e per loro più appagante.
Grandi applausi per questo film che non affronta la rabbia per il mancato lavoro in Alaska e non spiega come i protagonisti riescono a sopravvivere in USA senza soldi nè lavoro, ma è un documentario introspettivo sull'insoddisfazione e la voglia di lasciare l'Italia verso un futuro migliore.
La regista e tre tra i principali attori, presenti alla rassegna hanno ringraziato il notevole pubblico accorso alla proiezione del film.

Il trailer del film
cinema
Venerdì e sabato al Film Festival
8 settembre 2013
Al Festival si respira sempre un'atmosfera frizzante, soprattutto nel weekend. 
Venerdì sera, subito dopo il lavoro, chi è rimasto a Milano ne approfitta per guardare qualche bel film al cinema. La mia scelta è caduta sul lungometraggio Towheads di Shannon Plumb, ritratto su una mamma alle prese con una crisi di mezza età, che non riesce a essere solo mamma, ma vuole essere soddisfatta come donna e come professionista.
E' un ritratto divertente sulla vita familiare, sul marito spesso assente per lavoro e sui giochi dei suoi splendidi figli. Tra i corti del gruppo E, divertente il corto Whaled Woman sul tema dell'immigrazione in un paesino scandinavo, mentre molto più serio il corto Atomes, del regista belga Arnaud Dufeys, con il serio educatore Hugo che subisce i giochi e le provocazioni del giovane Jules che vorrebbe un trattamento privilegiato.
Molto creativo La Lampe au beurre de Yak, che descrive come alcune famiglie di tibetani si facciano ritrarre davanti a grandi sfondi per avere una foto familiare o celebrare un evento. Il regista Hu Wei presente in sala ha raccontato come è nato e come si è sviluppato il film. In Oslo, corto cubano di Luis Ernesto Doñas, un marito riesce ad accontentare la moglie in modo creativo nel suo desiderio di visitare la capitale norvegese.
In una bella giornata di sole sabato, il teatro Strehler si affolla per la lunga serata di cinema del festival. Ma è un sabato ricco di programmazione con film in tutte le principali sale:Teatro Studio, Scatola Magica, Spazio Oberdan, Teatro dell'Arte e Auditorium San Fedele.
Il lungometraggio delle 15 allo Strehler è The Eternal Return of Antonis Paraskevas: un presentatore tv inscena un finto rapimento e osserva come gli amici e colleghi reagiscono alla notizia. La motivazione è dare una scossa alla sua routine molto ordinaria con la sveglia sempre fissa alle 4.00. In questo modo riesce a scappare dal suo ruolo anche se piano piano il personaggio del "rapito" prende il sopravvento sul serio Antonis, giornalista affermato.
Tra i corti del gruppo F, in replica anche martedì 10 al Parco Sempione e domenica 15 alle 15 allo Strehler, vi segnaliamo La fugue, sul tema della fuga e della difficoltà a reintegrarsi e ad accettare la legge, per una ragazza di 16 anni, Sabrine, che ha compiuto diversi piccoli reati. Scapperà o seguirà il suo paziente educatore che la cercherà nella periferia marsigliese?
Nyuszi és Oz è un corto di animazione ungherese che racconta una storia di amicizia, il cui tema è la difficoltà di passare tra due e tre dimensioni in un linguaggio scherzoso e molto riuscito. Tra i nostri corti preferiti di questa edizione. "Noelia" racconta invece il personaggio di Noelia, che cerca la madre in ogni donna e registra le reazioni di queste signore che incontra nel suo girovagare a Buenos Aires: a volte la rifiutano, a volte la assecondano, girato come fosse un film realizzato da Noelia con la sua videocamera. Gods, weeds and revolution, infine, racconta la storia di una tunisina, connazionale della regista Meryam Joobeur, che torna in Tunisia e riesce a farsi narrare i fatti della rivoluzione, il cui racconto contrasta con le domande senza risposta fatte al nonno, malato di Alzheimer. Per il gruppo H infine in programmazione ieri al Parco Sempione vi segnaliamo Solitudes, che condanna la burocrazia per le vittime di stupro: un interprete rumeno deve tradurre lo stupro di una prostituta ai medici e ai poliziotti, le parti si invertono, la vittima diventa oggetto di verifiche e di domande imbarazzanti e scomode. Lo spettatore diventa testimone incredulo.
Da segnalare anche il bel concerto di Levante ieri sera al Parco Sempione, molto seguito dal pubblico che ha applaudito il gruppo e in particolare la cantante siciliana, che vive e realizza musica a Torino.
Buon festival a tutti!
La canzone più famosa di Levante http://www.youtube.com/watch?v=gDQAeKu1F10
La prima serata del Milano Film Festival 2013
6 settembre 2013
E' partita la nuova edizione del Milano Film Festival che si tiene nella città meneghina dal 5 al 15 settembre 2013. E' il festival del cinema indipendente con oltre 80 film in concorso arrivati da tutto il mondo scelti dai direttori artistici Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini.
Nel primo giorno di festival, nella bella cornice del Parco Sempione, allestito come cinema all'aperto, sono stati proiettati i cortometraggi del gruppo A. Il più emozionante secondo il sottoscritto è risultato "Avant que de tout perdre" che parla della violenza familiare "senza mai mostrarla" dice il regista Xavier Lagrand, presente alla proiezione. E' un thriller che mostra la fuga di una famiglia dalla propria vita ordinaria, facendo partecipare lo spettatore al pathos emotivo provato dalle vittime. Lo spettatore assume il ruolo delle colleghe di Josephine, che si stupiscono della violenza di cui non erano a conoscenza e provano ansia, paura, al pari dello spettatore.
Tra gli altri corti della serata segnaliamo RPG OKC, un corto americano di 10 minuti ambientato nel mondo dei videogame, una storia d'amore al tempo dei social network secondo lo schema dell'adventure-story. Il pubblico giovane ha molto apprezzato la storia e soprattutto l'originalità dell'ambientazione, risultata molto divertente ai ragazzi che hanno affollato il Parco Sempione.
You like it, I love it è invece un corto australiano, in cui i protagonisti sono due ragazzi che si divertono a lanciare oggetti vecchi dal loro terrazzo. Il corto si basa sull'incontro con il vicino di casa che gli proporrà un tour musicale per l'Australia ma il focus è sui personaggi e i dialoghi basati sulla differenza di linguaggio tra il vicino petulante e il protagonista annoiato.
"Peritalsi" è un corto italiano del regista Enrico Iannacone con all'attivo già tre short film, in cui viene raccontato il testamento del regista che propone ad amici e parenti di mangiare a sue spese e divertirsi per ricordarlo. Girato come fosse un video familiare, ha qualche battuta brillante ma non riesce ad emozionare fino in fondo.
La grande novità di questa edizione è la possibilità di votare tramite l'app del festival scaricabile da Google Play per i dispositivi Android e dall'Apple Store per i-pad e i-phone.
Milano Film Festival 2013
5-15 settembre
http://www.milanofilmfestival.it/index.php


CULTURA
Milano Film Festival 2012
16 settembre 2012
Come ogni settembre, una bella iniziativa organizzata da Esterni è il Milano Film Festival, festival di cinema indipendente che quest'anno si svolge dal 12 al 23 settembre 2012.
Una caratteristica del festival è il fatto che la giuria sia composta da giovani, i registi che dirigono i film in concorso sono under 40 e anche il pubblico coinvolge giovani interessati al cinema. Il festival è diviso in Sezioni tra cui quelle in concorso sono: la sezione Lungometraggi, con 12 opere provenienti da dieci Paesi tra cui Colombia, USA, Canada, e la sezione Cortometraggi con 45 corti provenienti anche da Paesi come Afghanistan, Finlandia, Spagna.
Il compromesso del Festival è riscoprire la città attraverso il cinema: infatti la sera, davanti al teatro Strehler, metro Lanza, si radunano giovani per parlare di cinema, bere un bicchiere di vino o birra, ascoltare i concerti proposti dall'organizzazione. Ma il Festival coinvolge tutta la città da Porta Venezia con i film allo spazio Oberdan, ai cinema RosetumAriosto nelle zone De Angeli e Conciliazione fino alla Cascina Cuccagna in zona Lodi (metro gialla) e soprattutto il Parco Sempione dove quando c'è bel tempo molti giovani si siedono sull'erba a parlare di cinema.
C'è anche la valorizzazione di un bello spazio come l'Auditorium San Fedele e il Cinema Anteo sempre in centro vicino al Duomo.
Il giorno dell'inaugurazione, 12 settembre, sono state presentate anche altre due Sezioni: Italia '80: quando la televisione provò a mangiarsi il cinema, con film di questa epoca bistrattata del cinema italiano da riscoprire; "Mr Poster presents: play it again Woody", rassegna di film sul primo Woody Allen (dal 1977 al 1986) presentata da Randall Poster e la sezione "Omaggio a Ben Rivers" sul giovane regista inglese, che sarà presente domenica 16 allo Spazio Oberdan alle 17 per una lezione di cinema.
Altre Sezioni sono "The outsiders" che presenta una bella rassegna di film poco distribuiti in Italia tra cui "Violeta se fue a los cielos" vincitrice del Premio del Pubblico al Sundance 2012; "Colpe di Stato" che racconta i crimini dei regimi con film sull'Algeria, Nigeria, Israele, Cina, Italia e una bella indagine su Vittorio Arrigoni; Incontri italiani, nuovi film italiani o sull'Italia poco distribuiti nel nostro Paese. Sempre di tematica ambientalista e politica, è la sezione "Cinema in un ambiente diverso" che nel film "Peak - un mondo al limite" racconta gli effetti del turismo di massa sulle Alpi; "Vernixage" racconta gli incontri tra cinema e arte, ed ha sempre importanza il Focus Animazione, tra cui una serata dedicata ai corti di animazione che si svolgerà lunedì 17 al Parco Sempione
Il 23 verranno scelti i film vincitori che dovranno sostituire il lungometraggio vincitore nel 2011, ovvero "Italy: love it or leave it" che aveva riscontrato il successo del pubblico.
ALESSANDRO DELFIORE
CULTURA
Collaborazione con Die Brucke
3 settembre 2012
Ciao,
ho avviato già da qualche anno una collaborazione con gli amici di Die Brucke.
Si tratta di ragazzi volenterosi, amanti del web e delle relazioni internazionali, molti studenti e laureati che parlano di Italia, di politica, di malgoverno, società, crisi. Guardate che giovane la redazione (clicca qui per conoscere La Redazione di Die Brucke)
Ho collaborato mandando un articolo nel marzo 2009 sulla situazione iraniana, poi per gli Europei 2012 ho deciso di mandare qualche articolo sulla nazionale italiana e infine ho mandato un articolo sull'ascesa e crisi del sogno spagnolo.
Per leggere tutti i miei articoli su Die Brucke cliccate qui (Pagina di Alessandro Delfiore su Die Brucke ).
Miraccomando leggete anche gli articoli degli altri redattori, molti sono molto più interessanti dei miei.

Se volete scrivermi, fatelo pure a alessandrodelfiore at yahoo.it (at = @ - si scrive cosi' per evitare gli spammer).
Se volete collaborare anche voi con Die Brucke leggete il manifesto (Leggi il manifesto del giornale) o contattate la Redazione.

Un abbraccio a tutti,

Alessandro Delfiore
sfoglia
settembre