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Una domenica al Salone del Libro di Torino
18 maggio 2014

Una domenica al Salone del Libro di Torino

Domenica 11 maggio 2014 mi sono recato per la prima volta al Salone del Libro di Torino. Era da anni che volevo visitarlo ed era anche l'occasione per incontrare due cari amici dell'infanzia, tra cui Sergio Garau, poeta di fama internazionale, che vive a Torino da anni e che si esibisce nei festival di tutta Europa come poeta slammer e presentatore.

In treno da Milano, arrivare al Salone è davvero comodo, si scende a Porta Nuova, si prende la metropolitana, si scende alla fermata Lingotto e appena fuori dalla metro si è nel piazzale antistante al Salone del Libro.

Appena dentro invece sembra di perdersi, il Salone è grande e gli eventi sono tantissimi. Dico a Sergio di guidarci lui alla scoperta del Salone dato che la mia è una visita conoscitiva, una passeggiata letteraria domenicale, non ho appuntamenti di lavoro. Dopo aver girato nel padiglione 1 e 2 aver visto lo Spazio Officina Piemonte con diverse case editrici che operano nel territorio, tra cui Atti Impuri, con cui collabora Sergio e che stampa una rivista bimestrale, alle 15 andiamo a vedere una bella presentazione del poeta Luigi Socci, direttore artistico del festival di poesia “La punta della lingua”, organizzato nelle Marche.

Luigi ci legge alcune sue poesie tratte dal libro “Il rovescio del dolore”, postmoderne, frammenti di realtà disordinata come un flusso di pensieri libero ma tagliente come il dolore, vere come la sensazione di amarezza che si prova quando una situazione va esattamente al contrario rispetto alle nostre aspettative. “Dallo spioncino” è una poesia voyeurista: l'essenza della sua poetica gaddiana potrebbe essere riassunta in questi versi:

Da questo varco

nella porta ci passa una scintilla

nero pupilla.”

Sergio deve andare via, ha uno slam a Treviglio e io ne approfitto per girare ancora un po' per il Salone. Vedo l'area dedicata al Vaticano, ospite internazionale di quest'anno, con una grande cupola di libri creata apposta per l'evento. Cerco di entrare in alcune sale per dei magnifici eventi tra cui un dialogo tra Niccolò Ammaniti e Joe Lansdale,ma il grande afflusso di pubblico e le lunghe file prima degli incontri mi sconsigliano di attendere per il poco tempo a disposizione. Riprendo quindi a girare e vedo la collettiva startup, il passaggio tra editoria e tecnologia, tra carta e e-reader, e-book e libro. Io propendo sempre per la carta, ma è inutile pensare a quanto tempo passiamo nella lettura che avviene tramite dispositivi multimediali rispetto al tempo che passiamo sulla carta stampata.

Faccio un altro giro e mi imbatto incase editrici che esistono da anni e che sono specializzate in nicchie di mercato: Marcos y Marcos, Iperborea (letteratura scandinava) e tante altre. Alla Sala 500 c'è Luis Sepulveda,ma mi imbatto in Gino Paoli che parla nello Spazio della Rai e Vittorio Sgarbi che vanta le meraviglie del Sud presso lo spazio espositivo organizzato dalla Regione Calabria.

Prima di andare via mi fermo ad ascoltare una conferenza sulla privacy nel design: la differenza tra la disciplina americana e quella comunitaria, il plagio nel design di un singolo modello. E' ora di andare, il treno mi aspetta, tornerò il prossimo anno con più destrezza organizzativa e felice per la bella giornata in compagnia di amici veri.


ALESSANDRO DELFIORE

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